Recensioni

Esperia - L'odore di vita

 Più di quindici anni fa nasceva un gruppo che porta ancora oggi il vessillo del rock italiano. Si parla degli Esperia, un nome ripreso da un particolare tipo di farfalla come particolare è il sound che caratterizza la musica di questo gruppo che, tra l’altro, vanta molti anni di live in tutta Italia. Per poter cogliere al meglio il loro stile bisogna subito addentrarsi nei loro lavori: l’obiettivo principale degli Esperia è quello di raccontare le loro esperienze e le loro sensazioni. 


Questo si realizza nell’album L’odore di vita, che già dal primo brano intitolato “Incontro il destino (di nuovo)”, vede focalizzarsi sul destino di ognuno di noi. Un ruolo importante spetta alla chitarra, con i suoi assoli, che apre anche la successiva “Guardami”, in cui la voce principale viene colorata nella strofa da un buon drumming, mentre nel refrain viene affiancata da una seconda voce. Un gioco di riff animato dall’armonica domina in “La bottiglia vuota”, e successivamente l’atmosfera si carica di energia, parola chiave nella song “Anima nuda”. Il ritmo rallenta e lascia spazio alle sonorità più melodiche e tranquille di “Nei tuoi occhi”. 

Un bel giro di basso apre, invece, l’unica canzone dal titolo inglese “Old dirty boot” che sfoggia un testo più provocante ed un sound saggiamente meno pulito. Si prosegue con “Il re del nulla”, dove viene narrata la storia di un re e di un amore che uccide l’amore. In seguito vi è “Il maestro” che già dall’inizio presenta un ritmo composito che rianima l’orecchio dell’ascoltatore per prepararlo alla title track, “L’odore di vita”, che vuole essere un omaggio da parte della band al maestro del blues Robert Johnson. Efficaci i passaggi in inglese e l’armonica che dà un tocco folk al brano. Le sonorità cambiano nella canzone seguente “I miei passi”, molto riflessiva e ricca di riff. A chiudere l’album c’è“Aggressivo e retrattile” che già dal titolo si mostra come una song grintosa dove riappare il gioco di voce che tanto caratterizza il modo di cantare degli Esperia.

L’odore di vita è il risultato di un lungo lavoro fatto dal gruppo per modellare in modo più personale un sound che ha comunque radici classiche , ma che ha portato senza dubbio buoni frutti. ( 
http://www.artistsandbands.org)

L'odore di vita : l'album degli Esperia, un inno al rock n' roll nudo e crudo

“L’odore di vita”, un titolo evocativo per un cd ad alto contenuto rock. L’ultimo lavoro degli Esperia, band nata più di 10 anni fa a Mercatello sul Metauro,  è di quelli che lasciano il segno, di quelli che quando li ascolti pensi che, di album come questi se ne dovrebbero registrare di più. Si perché il rock non è morto, e non lo sarà mai del tutto finché ci saranno dei musicisti che continueranno a suonarlo. E speriamo che questo duri a lungo. L’odore di vita non è certamente un album originale e innovativo, non può e non deve esserlo, visto il filone a cui si riconduce. Ma è suonato con il cuore e con le palle, come ogni cd del genere dovrebbe essere. E solo per questo vale la pena di essere ascoltato. Se a questi elementi si aggiungono dei musicisti preparati, dei testi mai banali e degli arrangiamenti accattivanti, il gioco è fatto. Ascoltandolo le tracce che scorrono rapide dall’inizio alla fine, in un concatenarsi azzeccatissimo di melodia ed energia, si percepiscono influenze di gruppi come Negrita, Timoria, Negramaro, Litfiba, tutte band che hanno saputo portare in alto la bandiera del rock italiano. I suoni sono grezzi, essenziali, puri, senza troppi tecnicismi o virtuosismi che non avrebbero comunque dato niente di più ad un album che si basa sulla semplice aggressività che solo il vero rock and roll riesce a trasmettere. Gli Esperia sono in corsa fin dal 1995, e questo lo sanno fin troppo bene. La band, attualmente composta da Andrea Rossi (voce e testi), Mirko Lucarelli (batteria), Francesco Ripanti (basso), Andrea Marchetti e Stefano Guidi (chitarra), si racconta per i lettori di oltre Fano tramite il vocalist Andrea Rossi.

Per prima cosa, grazie per averci inviato il vostro disco, lo abbiamo ascoltato con molto piacere

Di nulla, siamo una realtà musicale dell’alto – Metauro e credo che per un format di Fano come il vostro sia piacevole conoscere.

Andiamo nel tecnico, come nasce questo album? Quali sono stati i tempi di realizzazione e le tecniche utilizzate per la registrazione?

Questo album nasce dopo una demo del 2004 (Buster) e diverse ed importanti esperienze live (finali nazionali San Remo Rock, Roxy Bar di Red Ronnie ecc.). Sentivamo la voglia di registrare e raccontare nuove storie ed allo stesso tempo accompagnarle a quel rock che sta sparendo con un bel assolo di chitarra e senza alcun compromesso tecnologico fatto di “loop”, basi e campionatori vari, ma con quel sound nudo, suonato con chitarra – basso – batteria.  I tempi di registrazione sono stati decisamente brevi (anche perché siamo arrivati in studio preparati e con un basso “budget” economico). Abbiamo “perso” più tempo per il mixaggio e gli arrangiamenti, aiutati dalla mano esperta di Simone – MAMA ENERGY- Cossignani. Il cd è stato registrato in tracce separate e per noi comunque è stato impegnativo, visto che la nostra dimensione è soprattutto live.

Il titolo dell’album è, a nostro avviso, uno degli elementi di maggiore rilevanza. Da che cosa deriva?

L’odore di vita è anche il titolo di una traccia del cd. Il brano è dedicato, così come l’intero album, al papà del blues R. Jhonson; senza di lui non esisterebbe la musica che amiamo, il rock…che nasce appunto dal blues. Poi, visto che il cd racconta tante storie di altri personaggi (famosi o meno) che hanno lasciato un impronta importante nelle nostre vite, il cui “odore di vita” era talmente forte da lasciarci  “inebriati”, abbiamo deciso di sceglierlo come titolo.

Che cosa vuol dire, secondo voi, incidere un disco rock in Italia in un momento in cui questo genere non è proprio il più commerciabile? Un atto di coraggio? O l’azione scriteriata di un gruppo di folli idealisti e sognatori?

Incidere un disco rock in Italia è seguire un sogno, è il non andare dietro alle mode musicali, è il sentirsi orgogliosi di aver lasciato qualcosa di bello nelle nostre piccole vite…si, siamo idealisti, folli e sognatori…ma anche “nudi e puri” dalla contaminazione della stupidità dei giorni d’oggi…fatta di reality e veline senza dignità.

Che cosa bolle in pentola per il futuro? Avete già altri progetti in cantiere?

Per prima cosa mi sto personalmente riprendendo da un grosso incidente stradale, che mi ha condizionato la vita (anche dal punto di vista musicale) e spero di tornare presto a fare qualche concerto…poi stiamo pensando di realizzare il nostro videoclip ufficiale ed anche questo avrà a che fare inevitabilmente con Robert Johnson.

(Alessandro - oltrefano.it)

Gli Esperia

Un uomo che, come al solito, asciuga un bicchiere nel suo locale, un bar, dopo tanto fracasso (lo dimostra la sedia in terra in primo piano). Un altro uomo, accasciato sul suo braccio, appoggiato al tavolo dopo aver bevuto tanto.

Il proprietario, deve aver avuto molta cura nell’allestire il suo bar, perché, a parte le bottiglie qua e là, e le mensole ricolme di barattoli e bottiglie oramai  impolverate, si nota il parquet a terra, il bancone in legno, così come i rivestimenti delle pareti, e poi quadri, quadri dove si intravedono uno, due, tre componenti  del gruppo, che circondano l’immagine della copertina del precedente lavoro in studio (e primo album) degli “Esperia”.

Ecco come si presentano il retro e la copertina (curata da Marco Amantini) del nuovo album della band, immagini che lasciano intravedere la malinconia con la quale è stato scritto, lo stupore che ci si ritrova davanti ad una cosa inaspettata e brutta, ma lascia volutamente celata l’energia con la quale gli Esperia riempiono i loro brani. E’ questo che stupisce quando si ascolta l’ “Odore di vita”.

Se è vero come è vero, che nelle speranze dello scrittore dei testi (Andrea Rossi, voce della band), c’è quella di trasmettere energia, forza e fiducia alle persone che ascoltano e ne hanno bisogno, devo dire che ci hanno beccato in pieno … e sicuramente ne danno anche a chi non sta attraversando certi momenti, perché ce n’è da vendere!

I testi, mai banali, delineano lo stile Esperia, a volte forse troppo “schiavi” di questo, tanto da non prestare troppa attenzione alla metrica ed alla voce, comunque buona, ma da migliorare in alcune sfumature.

Le musiche, scritte da Andrea Marchetti, sottolineano ancor meglio questo rock italiano ed il loro stile molto particolare, senza fronzoli, ma efficace, melodico e potente  allo tempo stesso.

L’album è tutto da ascoltare, e non saprei che dire se voi mi chiedeste qual è la canzone che mi piace di più, perché potrei parlarvi di “Anima nuda” (4° nell’album) piuttosto che “Guardami” (2°) o ancora  “Il re del nulla” (7°), che, a parte alcune scelte di arrangiamento (in una il piano, in un’altra la metrica), sono tutti brani accattivanti fino a diventare dei veri e propri tormentoni.

Del nucleo originale degli “Esperia” (oramai con un rodaggio quindicennale), rimangono 2 componenti: Andrea Rossi e Mirko Lucatelli (voce e batteria, rispettivamente), a cui si aggiunse qualche anno dopo la nascita del gruppo Andrea Marchetti (chitarre); i due “novellini” sono Francesco Ripanti (basso) e Stefano Guidi (altro chitarrista che si è aggiunto nelle esibizioni live). L’amore per la musica ha tenuto stretto un rapporto che dura quasi dalla metà della vita stessa dei componenti del gruppo, un gruppo che mette la musica davanti a tutto. All’interno dal libretto, la loro foto quasi non si nota, ma è nitida, tanto da poter distinguere tutti i componenti di un gruppo libero quanto basta dagli schemi del rock italiano.

(Laura Nefertari Norma - ilcavatappi.org)

ESPERIA , "L'odore di vita"

Già dalla copertina del bootleg gli Esperia appaiono un gruppo interessante; se poi ci si addentra nel  cd ci si accorge da subito del talento che hanno questi ragazzi. Mi e' sembrato più che opportuno soffermarmi immediatamente sull'aspetto esteriore del disco. Personalmente mi attrae tantissimo il disegno della copertina, davvero unico ed originale, in tanti anni di esperienza musicale non ho mai trovato una grafica simile. Il disegno dà una sensazione di tenebroso, misterioso, con un lampione che illumina a mala pena un crocivia di campagna che incute ancor più timore. Il tutto però è in contrapposizione con l'aggressività, la grinta e la vivacità delle sonorità raccolte all'interno di questo campo sterminato di rock.  I testi meritano particolare attenzione, sono sinceri ed in perfetta sintonia con chitarra, basso e batteria che deliziano l'udito di un suono puro, essenziale, che ha tutto il sapore della vera musica suonata con amore e passione.

Vale la pena quindi aprire il compact disc e godere delle sonorità degli Esperia fino all'ultima nota della undicesima traccia.

 

 Francesco Borgia

 

ESPERIA , "L'odore di vita"

Un destino tragico. Quello che sembrano voler raccontare gli Esperia con questo lavoro. Una band che ha sudato tanto per ottenere quello che voleva, il loro primo disco e un poco di riconoscimento, che sia esso un'intervista, un concerto davanti ad un folto pubblico oppure una recensione come questa. Del resto, i gruppi che ricercano la gloria sono costretti spesso a confrontarsi con la cilecca, mostro che inghiotte tutto in un paese che investe poco nella musica, e più in generale nell'arte, come il nostro. Ma sperare è anche la chiave per arrivare a qualcosa, insieme a un po' di tenacia, e il grande sogno degli Esperia non si è sicuramente un sogno infranto contro scogli che ne abbiano provocato la morte (o il risveglio). "L'Odore Di Vita" è infatti un disco onesto, semplice ma d'impatto, composto nella maniera più rock, semplice, senza sovraincisioni né fronzoli, privo di strumenti particolari, ghirigori o compensazioni elettroniche, solo le vibrazioni della chitarra elettrica, del basso, della voce e delle pelli. Coinvolge sia il piano uditivo che quello emozionale, sconvolgendo con dei testi molto profondi e che tentano, molto spesso con successo, di raccontare una storia che abbia un senso. Questa, visti i tempi che corrono, si chiama controtendenza. E ci sta, eccome se ci sta.
La musica, all'interno del pacchetto, risalta meno rispetto alle liriche. Sarà che non si propone nessuna novità, sarà che il sound è deciso ma prodotto in maniera piuttosto casereccia, ma qui non si sta parlando di grandi miracoli. La verità però è un'altra: dopotutto non sono questi gli aspetti che contano e gli Esperia sono senz'altro una di quelle band che hanno fatto del rock più alternativo, che prende a piene mani da cascate di effluvi rock anni '90 ovviamente imbevuti di grunge, e se questo non gli fa molta giustizia la riscossa arriva in tutta la sua pienezza con la bellezza di brani come "Guardami", "Il Re Del Nulla", la title-track e l'opener "Incontro Il Destino", tutti pezzi che trovano la loro giusta dimensione nel contesto post-nineties di cui sopra. La debolezza è data solo dagli assoli, carini ma a volte inseriti forzatamente, che viene però contrastata dalla forza espressiva della voce, con una timbrica che nella sua assenza di particolarità caratteristiche diventa invece mezzo per convogliare concetti profondamente emozionali, utilizzandola nel migliore dei modi. Altro che i quattro rincoglioniti di X Factor, questo è rock vero.
Niente di speciale, è chiaro, ma chi ha voglia di fare musica coi coglioni sa sempre cosa significa fare fatica e guadagnarsi la pubblicazione di un disco. Questo è "fatto con tanto amore", direbbero le mamme, l'importante è che lo ascoltiate con attenzione perchè nonostante la sua immediatezza non è certo un brutto disco. E l'armonica spinge via ogni dubbio.

Voto 7-

Good Times - Bad Times

http://gtbtreviews.blogspot.com/2010/10/esperia-lodore-di-vita-autoproduzione.html

ESPERIA , l'odore di vita tra le ali di una farfalla

Esperia, un nome che ha tanti diversi significati ed accezioni, tra cui quella di un gruppo musicale di Pesaro- Urbino che lo sceglie pensando ad una farfalla particolare, dal corpo tozzo e colorato e le ali corte e rossastre, che vola a scatti per poi gettarsi sui fiori, in un movimento sgraziato ed originale. La band nasce nel 1995 dalla passione per la musica rock classica e dalla voglia di suonare dal vivo, partecipando anche a diversi contest musicali – da Arezzo Wave a Sanremo Rock, passando per Rock Targato Italia- e cimentandosi anche come cover band di gruppi come AC/DC, Jet, Foo Fighters, Pearl Jam, Doors e Guns n’ Roses. Nel 2009, dopo varie demo ed esperimenti,  esce il loro primo album di inediti, L’Odore di Vita, undici brani che rimarcano con forza il retroterra musicale e l’attitudine rock del gruppo. L’influenza americana, soprattutto degli Stones, si evince molto nelle melodie e nei suoni, mentre i testi, a cura del cantante Andrea Rossi, spaziano dall’esperienza personale ai riferimenti musicali. Uno su tutti la tormentata storia d’amore tra Sid Vicious (leader dei Sex Pistols) e la sua fidanzata Nancy Spungen, accoltellata dallo stesso Vicious mentre era sotto l’effetto di droghe, raccontata nel brano “Il re del nulla”: “L’amore uccide l’amore, è un patto di morte per liberarsi dal male”. C’è poi l’omonima “L’odore di vita”, rappresentata anche sulla cover del disco, ispirata al chitarrista blues Robert Johnson e alla leggenda che narra il suo fantomatico patto con in Diavolo, a cui avrebbe venduto la sua anima in cambio della capacità di poter suonare la chitarra come nessun altro al mondo. Storie di vita interessanti, mescolate a riferimenti autobiografici, per creare un universo umano complesso e sfaccettato, anche se non sempre ottimistico. L’album è stato anticipato dal singolo “Old Dirty Boot”, dal riff trascinante ed un ritornello all’inglese che sarebbe perfetto per il mercato radiofonico, sperando che prima o poi i media musicali si accorgano di loro.

 Charlotte's World

ESPERIA
L’odore di vita

L’Odore di vita, dichiarazione d’intenti firmata Esperia è la colonna sonora di emozioni variopinte e suggestive, pregne di echi e ricordi che vanno dal Folk elettrico al Rock più aggressivo e grintoso. Fin dalle prime tracce si nota subito un modo di fare molto variegato, come suggeriscono pezzi semplici come ‘Incontro il destino (di nuovo)’, ‘Guardami’ e ‘La bottiglia è  vuota’, quest’ultima debitrice dei Litfiba periodo Terremoto. ‘Anima nuda’ è un buon brano dalle tinte quasi Nu-metal, con una voce comunque sintonizzata sui sentieri del Rock italiano, a cui il suono generale della band fa riferimento. La produzione del disco è molto buona, ogni strumento è al suo posto. C’è molta cura anche sotto l’aspetto dei suoni (‘Old dirty robot’ è pura energia…), aspetto fondamentale e da non trascurare di questi tempi. Altri brani memorabili su cui soffermarsi sono ‘Il re del nulla’, graffiante ma orecchiabile, la ritmata e rockeggiante title track (qui vengono in mente i Negrita periodo Reset) e la dolce ballata ‘I miei passi’, che in ogni caso non disdegna una buona dose di Funky nella serrate partiture della sezione ritmica (ottimi arrangiamenti da evidenziare). In generale questa prova su album degli Esperia risulta molto valida, fruibile e di qualità indiscussa. C’è ottimo gusto per la musicalità e una forte passione dietro le intenzioni, cosa non da poco. Aggiungerei soltanto un pizzico di personalità in più ai fini di creare un perfetta identità sonora dai tratti riconoscibili.

Cristiano Poli

Ulteriori informazioni: http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=454663292&blogId=536984671#ixzz0tTUixnJV

 

 Rock Revolution    -  Ida Parlavecchio (www.rockrevolution.it)

La band nasce nel 1995 e vanta di quindici anni di attività live. Dopo aver collezionato
un buon numero di esibizioni in tutta Italia ed il primo demo autoprodotto “Buster”, ecco
che gli Esperia sfornano il primo album “L’odore della vita”.
L’album è costituito da 11 tracce, tutte rigorosamente in italiano. Gli  Esperia propongono
un genere caro dagli amanti del Rock Italiano sebbene sia richiesto un ascolto approfondito
per poter cogliere appieno e apprezzare la bellezza dell’intero album.  E’ difficile associare
al sound degli Esperia un gruppo italiano già affermato (come Afterhours o Negramaro, per citarne qualcuno),
un dettaglio importante ed indice del fatto che la band riesce a creare un sound che la identifichi.
L’intenzione degli Esperia è quella di raccontare a suon di note la loro esperienza,
le loro sensazioni, il loro viaggio, le loro giornate..
L’album si apre con “Incontro il destino di nuovo”. Il brano si fa apprezzare già dalle
prime note grazie alla melodiosa chitarra che prendendo iniziativa si aggiudica il ruolo di iniziatore.
Non emerge monotonia né banalità, ciò è sempre un bene per la band che
evita di cadere nello scontato restando però sempre con i piedi per terra senza strafare,
un importante dettaglio che rende “L’odore della vita” un album semplice e piacevole.
Gli assoli predominano in ogni brano contribuendo al tentativo di discostarsi
dalla monotonia e proponendo dinamismo e varietà. Non è mai lo stesso suono e a turno
ogni strumento prevale, come la chitarra, importantissima in “I miei passi”
o il basso in “Old dirty boot”, o ancora “Guardami” dove è la batteria
a condurre il gioco con accuratezza dando un certo colore alle strofe.
Come già detto, la band vuole raccontare le proprie esperienze e lo fa
in lingua italiana, sicuramente più accessibile. Ritengo che la
spontaneità dei testi potrebbe essere un loro punto di forza.
“Aggressivo e retrattile” chiude l’album, un pezzo forte e pieno di grinta, una bella conclusione.
Complessivamente l’album è il risultato di una buona musicalità, di pezzi orecchiabili e di bei testi..
In generale gli Esperia hanno raggiunto un buon livello, non resta
che lavorare ancora sul sound ed affinarlo per farlo sempre più personale ed autentico.
In bocca a lupo da Rock Revolution!
(Ida Parlavecchio)

Free Sound Magazine - Sir Silence  (www.freesoundmagazine.it)

Prima di iniziare la mia recensione, voglio puntualizzare una cosa,gli ESPERIA sono una band che io ho apprezzato con il tempo, il mio primo ascolto delle loro canzoni non fu entusiasmante, li consideravo una band sufficiente.
Di solito mi basta ascoltare una sola volta una traccia per capire se è valida oppure no, be....degli Esperia non ne trovavo una
che mi piacesse al primo impatto !! Con il tempo e con l'ascolto più attento del loro ultimo progetto mi sono ricreduto. Nel loro ultimo LP ho trovato ben cinque tracce che mi sono piaciute, il loro è un rock prettamente elettrico ed acustico,
la chitarra elettrica si fonde con quella acustica creando un sound unico, uno stile "ESPERIA" non riconducibile a nessun altra band rock.
Ogni canzone è ben strutturata con assoli finali e bei cori nei ritornelli, la voce del cantante Andrea Rossi è discreta, e non ricorda assolutamente (come ho letto in altre recensioni) la voce di Pelù dei vecchi Litfiba, ne tanto meno si rifà allo stile
dei Negramaro citati sempre nella suddetta recensione.
Le songs che preferisco sono cinque, in primis, Incontro il destino - a mio avviso decisamentela più bella ed energica (io avrei puntato su questa song per lanciare LP), le altre tracce che mi sono piaciute: Anima Nuda-caratterizzata da un bellissimo testo oltre che da un ottimo sound,bellissimi gli assoli di chitarra dopo i ritornelli ("rimane energia")...infine non sono da meno
le tracce - La bottiglia è vuota, Il re del nulla (di cui ho potuto ammirare un bel video amatorialead essa dedicato) e L'odore di vita che da nome all'album.

 PRo : musicalmente buoni, tracce ben strutturate e longeve
CONTRO: Al primo impatto l'album potrebbe non piacere, come successo a me

Recensionisti Associati G.R.A. Milano (www.wiple.it/recensionisti)

Il lavoro della band è costruito corposo , la parte strumentale fornisce la creta che si trasforma nelle mani dello scultore vocale per una composizione astratta ma solida .
Un buon rock giocato su piu' fronti , è un lavoro voluto , fortemente desiderato e il prodotto finale ricompensa il lavoro . Guardando dritto davanti a se la band vuole arrivare e c' è il talento perchè questo possa accadere ...ora manca la fortuna ...
Bravi .

Recensione a cura di:
Luigi “John Hunter” Turco di Radio 30 metri

Gli Esperia sono un gruppo rock italiano che nasce nel lontano 1995 da un idea del cantante Andrea Rossi e del batterista Mirko Lucarelli, a cui si aggiungerà il chitarrista Andrea Marchetti e per ultimo al basso il giovane Francesco Ripanti.Dopo diversi anni passati a scrivere musiche testi, il gruppo nel 2004 incide il suo primo demo-CD autoprodotto (BUSTER) nel dicembre 2004 contenente 6 brani inediti in italiano. Dopo numerosi concertRecei tenuti in disparate e “diperate” parti d’Italia, come loro stessi ci tengono a precisare, nel 2010 la band incide “L’odore di vita”.

L’album è fortemente legato alle matrici del rock italiano, i cui padri fondatori (Litfiba in primis) hanno portato in giro per l’Italia e l’Europa negli anni ’80 e ’90. Il sound è pervaso dalla presenza di spunti molto interessanti tra cui le variazioni progressive di arrangiamento e i riffs di chitarra che contribuiscono a rendere l’atmosfera più sanguigna ed incisiva, in alcuni tratti prendendo ispirazione dai riff “alla Ghigo Renzulli”, quelli del periodo dell’album “Terremoto” per intenderci.

La proposta musicale portata avanti dagli Esperia risulta essere convincente ed interessante. La presenza dei soli di chitarra mai banali e scontati, arricchisce l’arrangiamento dei brani, e la sezione ritmica composta da basso e batteria svolge il suo ruolo egregiamente, dando un buon “groove” ai pezzi.

Il cantato è composto oltre che dalla linea melodica principale anche da cori e contro voci che arricchiscono l’arrangiamento dei brani. Guardami: è il singolo scelto per il lancio dell’album “L’odore di vita”. Il brano inizia con un giro di chitarra acustica in pieno stile rock/folk. L’arrangiamento prende ispirazione dalla scuola del rock all’italiana, dove le chitarre elettriche e acustiche si fondono in un unico timbro musicale.

La voce trae ispirazione da quel modo di cantare che è proprio di gruppi come Le Vibrazioni, Negramaro, ma in alcuni frangenti assume i connotati dello stile del Piero Pelù anni ’80.

Tra gli altri brani ascoltati, una menzione particolare è da fare alla traccia “Il re del nulla”. Il rock trasmesso in questo brano è il rock genuino italiano caratterizzato dalle chitarre graffianti nelle strofe, ed un riff incisivo che resta bene in mente anche dopo il primo ascolto. Che altro aggiungere se non fare un grosso in bocca al lupo al gruppo, che ha trascorso anni passati a suonare in giro per l’Italia, con tutte le difficoltà che la vita ed il caso hanno posto sulla loro strada, nella speranza di sentirli suonare su canali di ancor più alto livello.

 

Esperia - L'ODORE DI VITA

di Stefano Mauro - Territoriomusicale.it
 

Il secondo disco degli Esperia, rifinito a mò di fumetto dal bravissimo Marco “Gufo” Amantini, è un prezioso oggetto da custodire negli armadi legnosi e polverosi del rock italiano d’autore.
Questo album, dal titolo  “l’odore di vita” trasuda una necessità artistica che si concretizza nell’attuazione di un progetto ben specifico: rendere più forte l’ascoltatore trasmettendo dell’idea stessa della felicità.


Ma cos’è la felicità? Quando il nostro essere è non diverso dal nostro apparire allora noi siamo liberi.
Liberi di essere presenti nel presente.


Ma cos’è il presente? Qualcosa che non esiste perché quando cerchiamo di afferrarlo è gia passato. Se proviamo ad immaginarlo si colloca , per sua natura, nell’immediato futuro. Faremmo tuttavia un grosso errore nel credere il presente sia solo un’illusione. Se fossimo così stolti non avremmo la possibilità di spogliarci dalle nostre corazze.

Proprio come fa la farfalla: si libera e si concede al mondo aleggiando nella sua bellezza, così gli Esperia con la loro musica ci portano in profondità, alla scoperta delle zone nascoste dell’io, laddove, in piena coincidenza tra noi e il mondo, tra l’essere e l’apparire nasce una momentanea cessazione del non essere: la felicità.

8.5 Stefano Mauro – Territoriomusicale.it

Voto: 8/10

(Recensione demo Buster) RadioCoop

Dopo una lunga gavetta (e una partecipazione a SanRemo Rock) i marchigiani Esperia giungono all`esordio con un album di sette brani dal sapore tipicamente "rock italiano" sulla falsa riga di Negrita , Timoria ,Vibrazioni.
E se a tratti il prodotto è ancora acerbo e le ingenuità da raffinare , nel complesso "Buster" si lascia apprezzare per la sua freschezza ed onestà d`intenti (radiocoop.it)

Territorio Musicale - Stefano Mauro  (Buster)

Primo cd per gli Esperia: autoproduzione per esistere
E' passato un anno dalla partecipazione a Sanremo Rock, quando gli Esperia non avevano ancora un cd da presentare. Finalmente , oggi, è disponibile "Buster" il primo cd del quintetto di Mercatello sul Metauro, una cittadina confinata sulle rive del fiume che sfocia nell'adriatico dopo aver toccato varie località e aver disegnato una valle, sede di Territorio Musicale, il festival della produzione ed autoproduzione discografica.

Il gruppo composto da Andrea Rossi cantante , Andrea Marchetti ed Enrico Galli alla chitarra, Andrea Dini al basso e tastiere, Mirko Lucarelli alla batteria, suona da anni, e ha partecipato a tre edizioni della rassegna organizzata dall'Associazione il Vento e dalla Comunità Montana dell'Alto e Medio Metauro.

Ospitato in qualità di gruppo senza disco e classificato dal festival come "emergente", ora, l'organizzazione del festival che da spazio alle realtà discografiche nazionali e locali, potrà inserirlo nella categoria "autoprodotti", sempre che la direzione artistica deciderà di far esibire la band nella prossima edizione.

Intanto, dopo l'uscita di questo primo cd, dal titolo "Buster", composto da sei traccie, la formazione finalmente esiste ufficialmente. L'uscita del primo disco rappresenta infatti il modo per fare ascoltare la propria musica, per essere presenti nella scena musicale originale.

Con Buster, gli Esperia avranno la possibilità di farsi conoscere anche fuori zona. Il disco, autoprodotto è frutto di mesi di lavoro rileva una ottima capacità di alternare melodie godibili con armonie taglienti, incastrate in una ritmica tipica dell'indie rock. Il cantato in italiano è impostato sulla falsariga di gruppi come Litfiba e Ligabue.

Questo non deve far pensare però alla assenza di originalità, il disco è tutt'altro che scontato. Insomma, un buon esordio per il quintetto marchigiano. D'ora in poi, si può solo crescere.Il CD è disponibile sul sito del gruppo al prezzo incoraggiante di 5 euro.(territoriomusicale.it)

Risveglio - Claudia Galal  (Videoclip - Tutto in un attimo)

Esperia, Tutto in un attimo

Il video realizzato dal Gufo per gli Esperia, si apre sul primo piano di due mani che corrono frenetiche sulle corde di una chitarra elettrica. L'inquadratura si sposta poi su batteria e basso. Infine, sul volto di Andrea che si confonde e si trasforma in altre immagini. Il video si basa sul potere evocativo delle immagini. Sulle suggestioni suscitate dalle trasformazioni visive di figure, situazioni e forme in qualcos'altro. Il Gufo elabora graficamente un perfetto accostamento di parole e immagini, innestando una grande forza al testo della canzone, di per sè molto semplice. La forma combacia con la sostanza, creando un dispositivo simbolico perfettamente funzionante, che agisce direttamente a livello inconscio. La scelta di immagini essenziali nelle linee e nei colori si rivela di grande impatto emozionale e trasporta lo spettatore in una dimensione parallela, onirica e surreale. Estremamente efficace la sovrapposizione degli accenti ritmici e vocali a elementi visivi altrettanto significativi.

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